• Da 30 a 150 persone

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Spazio Docks: unico nel suo genere

Lo Spazio Docks ha una capienza da 30 a 150 persone, si tratta di un Loft arredato, completamente allestito in base alla tipologia dell’Evento.

Gestito da Monica Giustetto e Stefano Grossi proprietari della BBEVENTS CATERING, lo SPAZIO DOCKS viene affittato in Esclusiva col Servizio interno di Beverage e Food, tutti i particolari vengono personalizzati e creati insieme al cliente.

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Uno Spazio da “reinventare”

Gli ambienti possono essere anche sale espositive e laboratori per giovani artisti, le cui creazioni possono essere acquistate. Proiezioni, readings e performance artistiche si fondono con cibo, arte, musica.

Musica, cibo e Cocktail

Il cibo nel suo significato più autentico accompagnato da Musica, Cocktail e Colori trasforma in tuo Evento in Arte a 360°

Un po’ di Storia

I Docks Torino-Dora (meglio noti come Docks Dora o magazzini Dora sono un vecchio complesso di magazzini generali posto nel quartiere di Barriera di Milano, alla periferia nord di Torino.

I magazzini Dora furono costruiti fra il 1912 e il 1914, in concomitanza con la nuova cinta daziaria di Torino (la cosiddetta cinta Rossi, anch’essa del 1912). L’area scelta per la loro costruzione non fu casuale, in quanto prossima sia alla ferrovia sia a molte delle più grandi industrie cittadine dell’epoca.
Al pari dei coevi Docks Porta Nuova, il nuovo impianto mercantile offriva servizio di custodia e conservazione merci – soprattutto generi alimentari – in franchigia daziaria.

Diverse furono le funzioni assolte dai magazzini, che fra l’altro contavano torrefazioni e attività di lavorazione enologica e dolciaria. I locali interrati ospitavano vini e formaggi, mentre una cella frigorifera occupava un’intera manica e riforniva di ghiaccio la città.

I vagoni, inoltre, giungevano nello scalo grazie a un raccordo con la rete ferroviaria e un sistema di binari a giro, che permettevano di scaricare le merci direttamente in banchina.

I magazzini generali rimasero in attività per tutto il primo Novecento e per un paio di decenni del secondo dopoguerra, andando incontro alla dismissione negli anni sessanta.